Napoli sopra... Napoli sotto...

Durata 4 giorni

Napule ‘ngoppa… Napule sott…

Napoli sopra… Napoli sotto…

 

29 ottobre / 1° novembre 2017 – quattro giorni - treno e pullman

Accompagnatore culturale: dr. Paolo Mazzarella,  storico dell’arte in Napoli

 

Speciale ArteViaggi



Condizioni di viaggio

Quota di partecipazione individuale:      

- minimo 25 persone paganti                                                               €  825,00.=

- minimo 20 persone paganti                                                               €  880,00.=

- minimo 15 persone paganti                                                               €  965,00.=

 

Supplemento camera doppia uso singola:                                      €  150,00.=

 

Senza il viaggio in treno (con ritrovo direttamene in albergo)

                                                                  Riduzione di                       €  120,00.=

 

Assicurazione per penale annullamento viaggio :                         €    30,00.=

(facoltativa – no malattie pregresse – franchigia 15%)

 

La quota comprende:

ü  viaggio A/R in treni FrecciaRossa, posti a sedere prenotati seconda classe

ü  pullman a Napoli per gli spostamenti necessari indicati in programma (1° e 4° giorno)

ü  taxi all’andata il 2° e 3° giorno

ü  accompagnatore culturale: dr. Paolo Mazzarella, storico dell’arte in Napoli

ü  accompagnatore tecnico ARTEVIAGGI

ü  assicurazione medico sanitaria e furto bagagli

ü  sistemazione in albergo RENAISSANCE NAPLES MEDITERRANEO- 4**** - centralissimo                                                                             www.mediterraneonapoli.com

ü  camere de luxe a due letti con servizi privati

ü  pernottamento e prima colazione a buffet in splendida terrazza panoramica

ü  due cene nel ristorante dell’albergo

ü  pranzo-pizza alla Sanità, e pranzo in ristorante l’ultimo giorno.

ü  bevande ai pasti inclusi (¼ vino, ½ minerale, caffè)

ü  ingressi a: Parco Pausyllipon e Grotta di Seiano, Museo di Pietrarsa, Parco del Vesuvio, Catacombe di San Gaudioso e di San Gennaro, Neapolis, Complesso dei Girolamini, Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco

 

La quota non comprende:

eventuali ulteriori ingressi a pagamento, facchinaggio, pranzi 1° e 3° giorno, cena 2° giorno, mance, facoltativi, quanto non espressamente indicato

 

 

 

ACCONTO DI €URO 270,00.= ALLA PRENOTAZIONE. SALDO ENTRO IL 30 SETTEMBRE NUMERO MASSIMO PARTECIPANTI: 25 LE PRENOTAZIONI SI RICEVONO FINO AD ESAURIMENTO POSTI I POSTI IN PULLMAN SARANNO ASSEGNATI IN BASE ALL’ORDINE DI PRENOTAZIONE PER OPPORTUNITA’ O NECESSITA’ L’ORDINE DELLE VISITE PUO’ ESSERE MODIFICATO I MENU DEI PASTI INCLUSI SONO CONCORDATI E FISSI; EVENTUALI INTOLLERANZE ALIMENTARI SONO DA COMUNICARE AL MOMENTO DELLA PRENOTAZIONE LE CAMERE NEGLI ALBERGHI, PER INTERNAZIONALE CONSUETUDINE, SONO DI NORMA DISPONIBILI DALLE ORE 14,00

®®Possibilità di un serata al Teatro San Carlo.  Da prenotare, secondo disponibilità ¬¬

TEATRO SAN CARLO.

domenica 29 ottobre - ore 19:00

Wolfgang Amadeus Mozart

DIE ENTFÜHRUNG AUS DEM SERAIL (Il Ratto dal Serraglio)

singspiel in tre atti da un libretto di Christoph Friedrich Bretzner (Belmont und Constanze, oder Die Entführung aus dem Serail), adattato e ampliato da Johann  Gottlieb Stephanie
Vienna, Burgtheater, 16 luglio 1782

 


Itinerario di viaggio

4 Tappe
Napoli

Napoli

1° giorno 29 ottobre domenica – PARCO PAUSYLLIPON E GROTTA DI SEIANO

Ritrovo dei sigg.ri partecipanti alla Stazione Centrale di Bologna, atrio partenze (sotto tabellone orari) alle ore 6,55. Posti prenotati seconda classe  treno Freccia Rossa Bologna/Napoli ore 7,25/11. Trasferimento in pullman in albergo e assegnazione delle camere. Tempo a disposizione per pranzo libero.

Il pomeriggio visita alla Grotta di Seiano. Con gli interventi di recupero attivati dalla Soprintendenza Archeologica di Napoli e con il contributo del Comune, un primo nucleo del grande parco archeologico del Pausilypon è stato finalmente riaperto al pubblico in maniera stabile.  L'itinerario, estremamente affascinante e suggestivo, inizia dall'accesso ubicato alla estremità della discesa Coroglio, dove si apre la monumentale Grotta di Seiano: una meravigliosa galleria artificiale che attraversa con un traforo di circa 770 metri la collina tufacea di Posillipo congiungendo l'area di Bagnoli e dei Campi Flegrei con il vallone della Gaiola.  Il percorso del lungo antico passaggio, realizzato circa due millenni fa dall'architetto Seiano, celebre ministro di Tiberio, e rinforzato in epoca Borbonica, si snoda nell'affascinante penombra della galleria attraversata nella parte terminale dalla sfolgorante luce che si irradia dai cunicoli laterali posti a strapiombo sulle bellissime cale che offrono un panorama mozzafiato.  La riscoperta della galleria, di cui dopo il XVI secolo si era perso il ricordo, avvenne nel maggio del 1840. Superata la grotta si giunge, attraverso un sentiero fiancheggiato dalla tipica vegetazione mediterranea, nell'area della villa che Vedio Pollione, ricco cavaliere romano legato ad Ottaviano Augusto, volle chiamare con una denominazione di derivazione greca "Pausilypon", ossia "luogo che fa cessare gli affanni", descrivendo in tal modo in maniera mirabile l'incanto e la bellezza del sito detto appunto Posillipo. Una villa molto articolata, ampliata per soddisfare le esigenze di una residenza imperiale, la cui reale estensione non è ancora nota. L'area contiene straordinari resti archeologici di un teatro con una splendida struttura, costruita sfruttando il pendio naturale della collina secondo la tecnica tipica dei teatri greci. Sul versante opposto i resti dell'Odeion, l'antico teatro coperto destinato ad audizioni di poesia retorica o di musica, con una piccola caveaposizionata frontalmente al Teatro grande. Altre pregevoli testimonianze di tale importante sito, passato dopo la morte di Vedio Pollione (15 a.C.) al demanio imperiale, sono i ritrovamenti archeologici del Tempio o Sacrarium ad oriente del teatro e del Ninfeo nella zona occidentale.

Cena e pernottamento.

Napoli

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2° giorno 30 ottobre lunedì – S.MARIA DEL PURGATORIO AD ARCO – RIONE SANITA’ (Basilica di Santa Maria, Catacombe di San Gaudioso, Cimitero delle Fontanelle)

Napoli, prima colazione e pernottamento in albergo. Pranzo in pizzeria, cena libera.

Tutto l’itinerario di giornata si svolge praticamente a piedi. Prima tratta in taxi.

Trasferimento taxi alla Chiesa di  Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco La chiesa, progettata dall’architetto Giovan Cola Di Franco, è stata consacrata il 2 novembre del 1638.Dedicata alle anime del Purgatorio. La struttura fu concepita su due livelli: la chiesa superiore rimanda alla dimensione terrena, mentre l’ipogeo alla concreta rappresentazione del Purgatorio.All’interno la sontuosità dell’arte barocca e i simboli mortuari si combinano e coesistono  perfettamente, e dove tutto l’apparato decorativo serviva a ricordare a passanti e fedeli che le anime attendevano il “refrisco”, una preghiera in suffragio per liberarsi dal fuoco del Purgatorio e ascendere in Paradiso.La chiesa de “ ’e cape e morte”, come viene definita dal popolo napoletano,  è dedicata al culto del Purgatorio, ed ha mantenuto inalterata negli anni la sua missione; ogni parte del Complesso, la chiesa, l’Ipogeo, il museo dell’Opera e l’archivio, ne costituiscono una viva testimonianza.L’ importante patrimonio storico artistico, antropologico e archivistico è testimone di una tradizione particolarmente sentita dal popolo napoletano legato fortemente al culto delle anime purganti, cioè alla cura dei resti dei defunti di identità ignota, le anime pezzentelle che vagano in Purgatorio in cerca del refrisco, l’alleviamento delle pene. Le anime dei morti, infatti, nella concezione napoletana, influiscono potentemente sull'esistenza dei vivi e vengono viste come entità spirituali benevole o, più raramente, malevole, da onorare e rispettare ed a cui rivolgersi per chiedere aiuto.

 

 

Quattro passi per raggiungere il quartiere Sanità dove la città rispecchia i racconti delle commedie di De Filippo, dove nulla sembra essere cambiato e “se hai bisogno di qualcosa in pochi minuti decine di persone usciranno dai negozi e si affacceranno dai balconi per aiutarti, o semplicemente per chiederti chi sei”, Il rione Sanità ha una storia millenaria che si racconta solo assaporando le sue strade. Nel 700 la Sanità era salubre di boschi e bellissime ville aristocratiche, percorsi resi confortevoli per il re che doveva raggiungere Capodimonte. Contro ogni convinzione, che lo vorrebbe quartiere maledetto, la sanità ha una lunga memoria operosa, di artigiani e operai. I guantai più ricercati del mondo, che si contendevano il primato con Grenoble, e poi falegnami, calzolai, venditori ambulanti, imprenditori.

 

Entrati  nel rione, visita alla raggiante Basilica di Santa Maria della Sanità, capolavoro dell’architetto fra’ Nuvolo, nota  come la chiesa di San Vincenzo ‘o Munacone,  perché custodisce la statua di San Vincenzo Ferreri, frate domenicano e patrono della Sanità. E’ un autentico museo della pittura napoletana del XVII secolo, con preziosi quadri, tra gli altri, di Luca Giordano e Andrea Vaccaro, e la prima rappresentazione napoletana della Madonna con Bambino, salvata dalle Lave dei Vergini nel V-VI secolo d.C.

Dalla Basilica di Santa Maria della Sanità si accede alle Catacombe di San Gaudioso, Santo giunto a Napoli probabilmente nel 439 in seguito alla persecuzione dell’ariano re dei Vandali Genserico, ed oggi testimonianza dell’uso cimiteriale dell’intera area in età paleocristiana. Ritorna l’anima napoletana nei suoi conflitti latenti, luce-buio, vita morte e resurrezione. Mosaici precristiani si mescolano con affreschi seicenteschi, in un’unica grande opera di recupero. Le catacombe custodiscono opere preziose, come la statua tufacea di Gesù e l’affresco che ritrae Santa Caterina da Siena, e testimonianze di rituali funerari del passato.

Pranzo in pizzeria (pizza a scelta, acqua, birra o bibita, dolce, caffè)

Il pomeriggio visita al Cimitero delle Fontanelle, uno dei luoghi simbolo della devozione della città di Napoli verso i defunti. Il sito era un’antica cava di tufo scavata nella collina di Materdei, che diventò ossario a metà Seicento, per ospitare i resti delle vittime delle epidemie di peste e colera. Diventò un luogo di culto a fine Ottocento, quando alcuni devoti guidati da padre Gaetano Barbati disposero in ordine le migliaia di ossa anonime. Proprio l’anonimato spinse i fedeli ad adottare alcuni dei teschi dell’ossario, le anime pezzentelle che venivano puliti e posti in teche in cambio di protezione.

Durante  la nostra passeggiata al Rione Sanità si incontrano anche

Palazzo Sanfelice progettato a inizio Settecento dall’architetto napoletano come sua residenza privata, il cui cortile interno è composto da due corpi unificati dalla facciata, ma la sua particolarità è la scalinata interna ad ali di falco, dal grande effetto scenografico. Palazzo dello spagnolo, magnifica e arditissima costruzione del 1735, dove l’architetto Ferdinando Sanfelice padroneggia i pieni ed i vuoti attraverso sbalorditive facciate e tortuose scale. Una danza di giardini, curve ringhiere; la Casa di Totò, dove l’attore napoletano visse dalla nascita fino al 1922, quando si trasferì a Roma; le botteghe dei tarallari, dove gustare i famosi taralli “nsogna e pepe”;

Al termine delle visite rientro libero in albergo, a piedi o in taxi.

Napoli

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3° giorno – 31 ottobre martedì – BASILICA DI SAN LORENZO MAGGIORE (Antica Neapolis) – COMPLESSO DEI GIROLAMINI – CATACOMBE SAN GENNARO

Napoli, prima colazione cena e pernottamento in albergo. Pranzo libero

Tutto l’itinerario di giornata si svolge praticamente a piedi. Prima tratta in taxi.

Storia e archeologia, architettura, scultura e pittura conferiscono una indiscussa importanza alla Basilica  di San Lorenzo Maggiore. Qui è la storia più vera della Napoli antica, la Basilica è geogra­ficamente e topograficamente il cuore della vecchia Napoli. Le radici più profonde dell’attuale complesso di San Lorenzo si tro­vano nel sottosuolo della Neapolis greco-romana, su cui sorse, nel se­colo VI, la basilica paleocristiana di San Lorenzo, presso la «Via Augu­stale », la dove, in epoca romana, erano dislocati i mercati generali. Donate ai Frati Minori dal Vescovo Giovanni di Aversa, nel 1234, la basilica paleocristiana di San Lorenzo venne in seguito sostituita dal­l’attuale complesso monumentale, iniziato nel 1284 sotto il re Carlo I d’Angiò. Una serie  di stratificazioni e trasformazioni hanno preceduto la costruzione della basilica paleocristiana dedicata al protomartire Lorenzo durante gli anni del vescovo napoletano Giovanni II (533-555).

Segue la visita al complesso monumentale dei Girolamini, edificato tra la fine del Cinquecento e la metà del Seicento; deve il suo nome ai religiosi seguaci di san Filippo Neri che ebbero come loro primo luogo di riunione la chiesa di San Girolamo della Carità a Roma. Il complesso,  ingrandito e arricchito di opere d'arte nel corso del Settecento, diviene nel 1866 Monumento Nazionale con le leggi eversive del patrimonio ecclesiastico. I "Girolamini", che comprendono la chiesa monumentale, la quadreria e la celeberrima biblioteca, costituiscono una delle più importanti concentrazioni culturali della Città di Napoli. Autentico scrigno di tesori artistici, il complesso presenta, distribuite tra la chiesa monumentale, la sacrestia e la quadreria, opere che evidenziano il gusto eclettico dei padri: capolavori del tardo-manierismo romano e napoletano insieme a capolavori di Guido Reni e Pietro da Cortona; il naturalismo di Battistello Caracciolo e Jusepe de Ribera, il barocco trionfante di Luca Giordano accompagnano ci accompagnano alla scoperta di un luogo che le antiche guide non mancarono di ribattezzare Domus Aurea napoletana.

Attualmente nel complesso sono in corso lavori di risistemazione che dovrebbero essere ben terminati al tempo di questo viaggio; se non lo fossero, la visita sarà sostituita con altra di uguale interesse

Una necessaria camminata per raggiungere la  Basilica della Incoronata Madre del Buon Consiglio, lapiù recente della città, costruita tra il 1920 e il 1960. come omaggio al quadro della Madre del Buon Consiglio. La tela fu dipinta nel 1884 e fin da subito dimostrò di essere miracolosa: pare che nello stesso anno mise fine all’epidemia di colera e che nel 1906 fermò le ceneri del Vesuvio che avevano colpito Napoli. Visto il gran numero di pellegrini che visitavano la tela, fu costruita la Basilica a custodia, sul modello di San Pietro a Roma.

Dalgiardino si accede alle Catacombe di San Gennaro, ove si trovava la tomba del santo patrono.  Un viaggio sotterraneo nella storia della cristianità napoletana.Le catacombe di San Gennaro nacquero dall’ampliamento di una cappella gentilizia a partire dal II secolo d.C., dopo la deposizione di Sant’Agrippino, primo patrono di Napoli, e poi con l’arrivo di San Gennaro. Sono composte da due livelli non sovrapposti, e caratterizzate da spazi ampi, scavati in orizzontale. Di straordinario valore i preziosi mosaici posti sulle tombe dei primi vescovi, e gli affreschi di antiche famiglie napoletane recuperati dalla rovina e particolari strutture ricavate nel tufo.

Infine la Basilica di San Gennaro Extra Moenia, uno dei luoghi di culto dimenticati, restituito da poco alla città.Appena fuori l’uscita delle Catacombe, che in origine ne era l’accesso, si trova la basilica paleocristiana costruita nel V secolo d.C. Come le Catacombe, fu abbandonata dopo il furto delle spoglie di San Gennaro nel V secolo. Nel XV secolo fu ristrutturata e adeguata al gusto barocco. Al posto del vicino monastero fu costruito un ospedale per appestati (San Gennaro dei Poveri), poi ospizio per i poveri. Nonostante un nuovo restauro nei primi del Novecento che la riportò alle forme originarie, la Basilica diventò un deposito del vicino ospedale. Dal 2008 è tornata ad essere parte della vita del quartiere.  

Al termine delle visite rientro libero in albergo, a piedi o in taxi.

Napoli

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4° giorno – 1 novembre mercoledì  – IL CRATERE DEL VESUVIO – MUSEO DI PIETRARSA

Dopo la prima colazione si sale in  Cratere del Vesuvio.                          

Nelle numerose volte che siamo andati a Napoli, mai siamo saliti sul Vesuvio. In questa occasione cancelliamo questa mancanza.

Avendo comunque ben presente che la regolare effettuazione dell’escursione può essere  condizionata dal tempo atmosferico

Il Vesuvio è il vulcano più famoso della terra, uno dei più studiati ed è anche uno dei più pericolosi poiché il vasto territorio che si estende alle sue pendici ha visto la costruzione di case fino a 700 metri di altura. E’ un tipico esempio di vulcano a recinto costituito da un cono esterno tronco, Monte Somma (1133 metri), con cinta craterica in gran parte demolita entro la quale si trova un cono più piccolo rappresentato dal Vesuvio (1281 metri), separati da un avvallamento denominato Valle del Gigante, parte dell'antica caldera, dove in seguito, presumibilmente durante l'eruzione del 79 d.C., si formò il Gran Cono o Vesuvio. Camminando lungo il bordo del cratere, guardando verso il mare si coglie l'intera estensione della parte meridionale del vulcano e, in giornate con buona visibilità, tutto il Golfo di Napoli dalla Penisola Sorrentina e Capri fino a Capo Miseno, Procida e Ischia. E' inevitabile notare anche la sconsiderata espansione urbanistica che risale lungo le pendici del vulcano. Dall’ottobre 2005 il Vesuvio è un museo a cielo aperto non solo per il bellissimo paesaggio e per i rimandi storici, mitologici, ma anche perché i suoi tornanti ospitano, in sede permanente, le 10 gigantesche sculture commissionate dal Comune di Ercolano e dal direttore artistico, Jean-Noël Schifano, a dieci grossi nomi, molto apprezzati sulla scena internazionale. La mostra permanente prende il nome di Creator  Vesevo.

Pranzo in ristorante.

La prima ferrovia costruita in territorio italiano fu la Napoli-Portici inaugurata

il 3 ottobre 1839; era a doppio binario e aveva la lunghezza di 7,25 chilometri.

E Portici è opportunamente la sede del  Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa. Per cui è quasi d’obbligo il pomeriggio  la visita al Museo che sorge in posizione adiacente alla stazione ferroviaria Pietrarsa-San Giorgio a Cremano. E’ uno dei più importanti centri di archeologia industriale del nostro Paese e polo nazionale di cultura ferroviaria. Una sede espositiva unica nel panorama nazionale, per la singolarità e ricchezza dei contenuti in mostra, nonché per l’assoluta affinità tra la storia delle sue architetture e la storia in essa raccontata.Il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa aperto alla curiosità dei giovani e di tutti coloro che vedono nel treno uno strumento insostituibile per il futuro del trasporto pubblico. Pietrarsa è uno dei luoghi simbolo della storia delle Ferrovie dello Stato, un ponte teso tra passato e presente che congiunge idealmente la Bayard ai sofisticati e velocissimi treni dell’Alta Velocità.

Adagiato tra il mare e il Vesuvio, con una spettacolare vista sul Golfo di Napoli, il Museo è stato allestito, dopo accurati interventi di restauro conservativo, in uno dei più importanti complessi di archeologia industriale italiana: il Reale Opificio Meccanico, Pirotecnico e per le Locomotive, fondato da Ferdinando II di Borbone nel 1840. (www.museodipietrarsa.it). Per la suggestione degli ambienti e la ricchezza dei materiali conservati, rappresenta uno dei più importanti musei ferroviari d’Europa. Rientro a Napoli e trasferimento direttamente in stazione in tempo utile per il treno in partenza alle ore 18 con arrivo a Bologna alle ore 21,32.

Richiedi informazioni
A partire da 825 €

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