Schio e Valdagno

Durata 1 giorni

SCHIO E VALDAGNO

Archeologia Industriale: i villaggi dell’utopia

13 ottobre 2018 – sabato - pullman

Acc.re tecnico e culturale: Dr. Elisabetta Ranieri

 

Speciale ArteViaggi

 

 

Dare alloggio a chi lavora, non è un tema esclusivo dell’industrializzazione: ritroviamo case, villaggi e quartieri operai nel mondo antico, nel medioevo e all’inizio dell’età moderna. Il fenomeno assume caratteri del tutto nuovi con l’avvento della manifattura moderna, con la concentrazione degli operai in fabbriche di grandi dimensioni e con l’ubicazione di queste attività o in zone urbane o in campagna, vicino alle risorse idriche o ai luoghi di reperimento della materia prima. I nuovi processi industriali generano problemi urbanistici e sociali ai quali l’intervento pubblico non è in grado di dare risposte. Di contro, illuminismo e socialismo propongono modelli alternativi di organizzazione sociale. I villaggi operai sono la soluzione che imprenditori “illuminati” ritengono di dare al problema. Il villaggio operaio è un sistema abitativo ed organizzativo ordinato, finalizzato al benessere della comunità in funzione della produttività. E’ costruito in modo da garantire la totale integrazione tra la vita all’interno della fabbrica e quella al di fuori di essa: attività lavorativa, istruzione scolastica, formazione religiosa, vita familiare, tempo libero sono aspetti della vita da gestire e disciplinare. Il piano urbanistico, rigorosamente geometrico, rispecchia la volontà di dominio e rigore dell’imprenditore. L’edificio più importante, intorno al quale gira tutta la vita del villaggio, è la fabbrica. Poi ci sono la chiesa, la villa del padrone, le case dei dirigenti e le casette operaie con tanto di orto, la scuola ed altre strutture sociali come l’ospedale, i bagni pubblici, il teatro, in alcuni casi perfino il cimitero: dalla nascita alla morte il villaggio operaio ingloba e gestisce la vita di tutta la comunità.

Gli edifici del Lanificio Rossi a Schio e il Villaggio Sociale Marzotto nella vicina Valdagno, sono due esempi straordinari, sopravvissuti ai mutamenti economici degli ultimi decenni



Condizioni di viaggio

Quota di partecipazione individuale:     

-      minimo 15 persone paganti                                                     €. 150,00.=

-      minimo 20 persone paganti                                                     €. 125,00.=

-      minimo 25 persone paganti                                                     €. 110,00.=

 

Senza pranzo – riduzione di                                                             €    30,00.=

 

NUMERO MASSIMO PARTECIPANTI: 25 PAGAMENTO DELL’INTERA QUOTA (INTERMEDIA) ALL’ATTO DELLA PRENOTAZIONE LE PRENOTAZIONI SI RICEVONO FINO AD ESAURIMENTO POSTI, POST? ?N PULLMAN ASSEGNAT? R?SPETTANDO L’ORD?NE D? PRENOTAZ?ONE Per pagamenti tramite bonifico bancario: CODICE IBAN: IT68O0611502400000000002376

 

 

La quota comprende:

viaggio in pullman gran turismo, pedaggi e parcheggi, guide e ingressi locali pranzo nel ristorante accompagnatore tecnico e culturale ARTEVIAGGI (dr. Elisabetta Ranieri) assicurazione medico sanitaria

 

La quota non comprende:

mance, extra personali, facoltativi, bevande, quanto non espressamente indicato.

 


Itinerario di viaggio

1 Tappa
Schio e Valdagno

Schio e Valdagno

Ritrovo dei Signori partecipanti all’Autostazione, piazzale interno, pensilina 25, alle ore 7.30 e partenza via autostrada A13 e A31 per Schio. Qui, visita guidata al complesso industriale, architettonico e urbanistico voluto e realizzato da Alessandro Rossi nella seconda metà dell’800, quando la fabbrica fondata dal padre Francesco si avviava a diventare una delle maggiori imprese laniere d’Italia. Il percorso tocca il Lanificio Conte, il primo del distretto laniero, fondato addirittura nel 1757 da Antonio Conte che rilevò e ampliò una preesistente attività artigianale; la Fabbrica Alta, edificata da Francesco Rossi e segno eloquente della dimensione europea assunta dal lanificio Rossi, progettata da Augusto Vivroux, architetto specializzato nella costruzione di stabilimenti tessili secondo il modello inglese; il Giardino Jacquard, intitolato all’inventore dell’omonimo metodo di tessitura; l’Asilo Rossi fatto erigere per ospitare i figli degli operai; il Nuovo Quartiere Operaio, con i villini monofamiliari dei dirigenti e le case a schiera degli operai; il Teatro Civico, la Chiesa di Sant’Antonio Abate, il Monumento al Tessitore in Piazza Rossi , il primo monumento in Italia dedicato agli operai (quest’ultimo sarà lasciato alla libera visione di ciascuno, dato che il sabato la piazza è occupata dal mercato).

Pranzo in ristorante o libero.

Nel pomeriggio ci si sposta nella vicinissima Valdagno, per visitare la Città Sociale, o Città dell’Armonia, quale fu progettata e realizzata negli anni Venti del ‘900 da Gaetano Marzotto jr., patron del Lanificio Marzotto, fondato un secolo prima dal bisnonno Luigi. La Città Sociale venne realizzata secondo criteri di grande funzionalità d'uso e razionalità costruttiva e distributiva. Furono costruiti un migliaio di alloggi per i lavoratori, tipologicamente differenziati (appartamenti in edifici a corte o isolati, case a schiera, ville unifamiliari,), poliambulatori, una Maternità, l’asilo, il dopolavoro, il teatro, le piscine, lo stadio, le scuole, insomma tutte le strutture sociali, assistenziali, culturali, ricreative delle quali una comunità ha bisogno. Caso unico nella storia dei villaggi operai, queste strutture erano pensate per essere utilizzate da tutta la comunità di Valdagno, e ancora oggi svolgono la loro funzione per gli abitanti della cittadina.

Al termine, rientro a Bologna.

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A partire da 150 €

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